Ente per il Diritto allo Studio Universitario del Molise

Area Riservata Studenti


Legislazione nel tempo

Il moderno diritto allo studio universitario è nato nel 1933 con la costituzione dell’Opera universitaria col compito di concedere assegni per seguire i corsi di studi.

Nel 1945 venne previsto nel bilancio del Ministero della Pubblica Istruzione un apposito stanziamento per la concessione di borse di studio a studenti “meritevoli e bisognosi”.

Nel 1948 il diritto allo studio universitario viene sancito nell’art. 34 della carta costituzionale in favore dei “capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi”. “La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”.

Nel 1986 la Regione Molise, con legge n. 3 del 27 gennaio e successive modificazioni, disciplina l’attuazione del diritto allo studio universitario demandando il compito di attivare i relativi interventi all’ente per il diritto allo studio universitario – denominato ESU – avente personalità giuridica di diritto pubblico.

Nel 1991, con legge 2 dicembre, n. 390, lo Stato ha emanato la legge quadro in materia di diritto agli studi universitari individuando le competenze dello Stato, delle Regioni e delle Università.

Nel 1995, con legge 9 gennaio n. 1, la Regione Molise ha emanato le nuove norme per l’attuazione del diritto allo studio universitario in sintonia con le disposizioni contenute nella legge statale n. 390/1991.

Nel 1997, con D.P.R. n. 616, le funzioni amministrative in materia di assistenza agli studenti universitari vengono trasferite dallo Stato alle Regioni. Nel 1997, ai sensi dell’art. 4 della legge n. 390/91, lo Stato emana il decreto del presidente del consiglio dei ministri (DPCM) per garantire una maggiore uniformità di trattamento rispetto al passato in materia di diritto allo studio universitario, definendo in modo più specifico i requisiti relativi alla condizione economica ed al merito richiesti per l’ottenimento dei benefici economici (borse di studio, prestito d’onore, alloggio ecc.) mediante concorso.
Il D.P.C.M. definisce inoltre le tipologie minime degli interventi da attuare per la concreta realizzazione del diritto allo studio universitario.